Downswing: Pianificare e Gestire una Serie di Perdite

Scritto il 31-05-2011 da Only One
Poker Bankroll

(pokernews) – Un “downswing”, che in italiano potremmo tradurre come un “oscillazione verso il basso”, è il termine che i giocatori di poker usano per indicare una serie di risultati inferiori alle aspettative.

Nello specifico, si adotta questa espressione per indicare situazioni nelle quali un giocatore vincente guadagna sensibilmente meno del solito (o perde), un giocatore “breakeven” (che si mantiene in equilibrio tra vincite e perdite) inizia a perdere e un giocatore perdente perde denaro ancora più velocemente. Tutti i giocatori incappano prima o poi in una serie negativa di mani o eventi (“bad run”) che bisogna saper anticipare e alla quale bisogna reagire correttamente per evitare la bancarotta.

Matematica di un downswing

Qual è la possibilità di patire un downswing? Questo dipende dalla varianza. Più un giocatore ha un winrate (tasso di guadagno in big blinds per 100 mani nei cash game o ritorno sull’investimento nei tornei) basso – e dunque una varianza elevata, più è elevata la possibilità di patire un downswing. Ai limiti più alti, anche i migliori giocatori hanno winrates relativamente poco elevati e gli swings possono essere molto violenti, sia verso l’alto sia verso il basso. In Poker Mindset di Ian Taylor e Matthew Hilger, si può leggere una citazione di Craig Hartman in evidenza nel capitolo sul downswing : “Sul lungo periodo tutti finiranno per patire una serie negativa peggiore di quella che credevano possibile. La differenza tra un giocatore vincente ed uno perdente è che quest’ultimo penserà di non essersela meritata”.

Più è elevato il volume di gioco, più alta è la probabilità che si verifichi un avvenimento generalmente poco probabile. Se siete giocatori regolari, anche se con un winrate molto buono, è molto probabile che patirete un downswing presto o tardi. Si potrebbe tranquillamente affermare che sul lungo periodo la possibilità di patire un downswing è del 100%. Meglio dunque preparasi a questa evenienza per saper reagire al meglio. Un piccolo aiuto per individuare e prevenire questi eventi potrebbe esservi dato da un Simulatore di Varianza – argomento che tratteremo domani in un articolo a parte.

Downswing e bankroll

La migliore protezione contro un downswing è adottare una buona gestione del bankroll. La gestione del bankroll serve a non finire “broke” (perdere tutto il proprio capitale) a causa di una serie negativa. Bisogna però sottolineare che qualunque sia la gestione del bankroll adottata, il rischio non è mai nullo. In linea generale, una buona gestione del bankroll accetta un rischio di rovina compreso tra il 2 e il 4%. Uno strumento come un Simulatore di Poker Bankroll (che tratteremo in un articolo mercoledì) permette di ottimizzarne la gestione.

Le strategie di gestione del bankroll (controllate il nostro articolo di giovedì) cambiano a seconda del tipo di gioco (cash game, torneo multitable o sit’n'go) e le varianti giocate (Hold’em o Omaha). Sarebbe bene giocare con un certo numero di buy-ins per poter attutire le perdite e continuare a giocare allo stesso limite. Ad esempio, giocate con 25 buy-ins da 100 big blinds in un NL100 e decidete di ridiscendere a NL50 quando scendete sotto i 20 buy-ins. Per perdere cinque buy-in nel NL100, basterà perdere 500 big blinds in questo limite. D’altra parte, una volta scesi a NL50, bisognerà guadagnare 1.000 big blinds per riportare in pari il proprio bankroll. Se decidete di giocare con 50 buy-ins ad un limite e ridiscendere quando ve ne restano 30, avrete un margine più ampio per ricostruire più rapidamente il vostro bankroll – un downswing da 20 buy-ins è molto meno frequente di uno negativo da cinque buy-ins.

Psicologia di un dowswing

Il downswing non è altro che una questione di probabilità e gestione. Comporta però anche una buona dose di psicologia per due ragioni principali: il tilt e la negazione.

Il tilt è una ragione facile da comprendere. Quando un giocatore patisce una serie negativa può iniziare a giocare in modo emotivo invece che razionalmente prendendo talvolta decisioni che non sono ottimali con il risultato di aggravare ulteriormente le perdite. Secondo la sua forza psicologica, l’avversione al rischio e la quantità di denaro messo in gioco, un giocatore può andare in tilt più o meno facilmente. Evitare il tilt o saper lasciare il tavolo quando si è in tilt è già un buon modo per evitare di aggravare una flessione.

Il secondo parametro – quello della negazione – è più delicato poiché più difficile da riconoscere e dunque da correggere. Un giocatore potrebbe semplicemente non rendersi conto di essere in tilt. Il suo ego potrebbe impedirgli di ammettere che il suo bankroll si è ridotto ad un punto tale che è inevitabile scendere di limite. È anche possibile non rendersi conto che alcune perdite importanti non sono dovute a cattiva sorte (anche se questa esiste) ma anche al modo di giocare. Certi giocatori possono rifiutare di ammettere che il loro stile di gioco è inappropriato per certi limiti e tavoli perché, ad esempio, li porta a giocare mani marginali o ad entrare in grossi piatti solo quando gli avversari hanno mani che li battono.

Cose del genere possono accadere soprattutto a giocatori che normalmente sono grandi vincitori. “Non appena pensate che il vostro bankroll sia al sicuro, dubitate. Non appena pensate di essere vincitori regolari, dubitate. Si è detto spesso che l’umiltà è la chiave del successo nel poker, ed è vero” scriveva Andrew “BalugaWhale” Seidman nel 2006 dopo aver perso il suo intero bankroll al NL25.

Fonte: http://it.pokernews.com/poker-strategia/downswing-pianificare-e-gestire-una-serie….

Questo post Tecniche Poker Only One
Copyright © 2008-2011 - Pokeronlyone.com. Tutti i diritti riservati