(Max Pescatori) – In tutti gli sport l’allenamento è fondamentale per arrivare al successo: preparazione atletica, esercizio, rifinitura degli schemi. Se vogliamo essere dei professionisti, però, dobbiamo fare qualcosa di più. Altrimenti gli allenatori ci tartasserebbero per ogni possibile momento di debolezza. Chi vuole imparare a giocare a scacchi, per esempio, deve riuscire a padroneggiarli. Se poi uno ci batte, bisogna ammettere che è piu’ forte. Se uno, invece, ci sconfigge a tennis, può avere avuto un po’ di fortuna, ma probabilmente è più forte.
E nel poker? “Se ho perso vuol dire che è tutto truccato”, è la frase che si sente di più in questi casi. E’ la scusa dei perdenti, e purtroppo diventa “la” scusa. Capita sempre più frequentemente che si leggano tali parole nelle chat delle poker room online. Ma allora la sportività dov’è finita?
RIVISTE – Qualche tempo fa a un festival a Venezia si sono giocati tre tornei: gli italiani erano la stragrande maggioranza dei partecipanti, eppure tre stranieri sono finiti sul podio. Ma com’ è stato possibile? Tutto truccato? Sfortuna? La probabilità matematica di tre vittorie straniere su tre tornei è di circa 0.1% con la percentuale di partecipanti azzurri al 90%; forse dobbiamo essere più seri e studiare di più. Il Texas Hold’ em in Italia dal vivo è iniziato nel 2005, mentre all’ estero i tornei sono organizzati professionalmente da decine di anni. La prima rivista specializzata sul poker in Italia, “Card Player Italia”, è stata fondata dal sottoscritto nell’ estate 2006, mentre negli Usa sono oltre vent’ anni che esiste “Card Player” con oltre 100 mila lettori mensili.
ONLINE – Il primo sito è stato Gioco Digitale (ora GDpoker) nel settembre 2008 e quindi siamo solo a due anni di vero gioco a confronto del resto del mondo che ha iniziato circa dieci anni fa. Siamo giovani e ripeto, bisogna studiare. Da fan, al lunedì, dopo le partite e il weekend sportivo, il primo pensiero quando esco di casa è sempre di andare in edicola per acquistare la Gazzetta. Tutto questo da tifoso. Da pokerista, quando avevo appena iniziato (e in questa categoria andrebbero inseriti tutti i giocatori con meno di tre anni di esperienza), se vincevo o perdevo, cercavo comunque di migliorarmi leggendo tanto sulla materia, appunto, del Texas Hold’ em. Varie tecniche di gioco, le percentuali di vittoria, le strategie, i “tells” (ovvero le indicazioni che diamo all’avversario tramite il linguaggio del corpo): c’ è tantissimo da imparare e oggi più che mai ci sono i mezzi in italiano per farlo.
INVESTIMENTI – E i libri? Ce ne sono tanti, scritti anche dai grandi campioni: quasi tutti vanno bene. I costi saranno ammortizzati con i miglioramenti che farete, perciò ogni acquisto è come se fosse un’ investimento. Lo scorso settembre è arrivato anche il mio, di libro, scritto assieme a Dario De Toffoli, uno dei più importanti divulgatori di giochi nel nostro Paese. Parlerà proprio del poker online. Perle prossime volte che vado a un torneo internazionale voglio vedere due cose: un italiano sul gradino più alto del podio, innanzitutto, e che ammetta di aver imparato a giocare leggendo qualche libro.
Se vuoi consultare la recensione di qualche libro segui questo link:
http://www.pokeronlyone.com/libri