Max Pescatori – L’arte dell’heads-up

Scritto il 21-10-2010 da Only One
Max Pescatori

(Max Pescatori) – Partiamo da un assunto banale: per trionfare in un torneo di poker devi per forza affrontare, e vincere, un heads up, il testa a testa. Qui si decide, dopo magari due-tre giorni di sfide, chi avrà la sostanziosa differenza di soldi tra il primo e il secondo premio, e soprattutto la gloria. Nel panorama pokeristico ci sono diversi giocatori, anche famosissimi, ai quali manca la grande vittoria. I motivi sono diversi: varianza, sfortuna, numero di tornei giocati inferiore alla media, eccetera.

Alla fine però, c’ è una verità: la maggior parte di loro ha probabilmente grosse lacune quando si trova a giocare “short”, cioè con pochi giocatori al tavolo.

Quando si è rimasti in pochi il valore relativo di una mano cambia e dunque bisogna “aggiustare” la strategia. Per dire, con 10 persone al tavolo A-J ha un valore marginale, soprattutto se si è uno dei primi giocatori a parlare. Ma se ci fossero solo 3 avversari, la potenza di una mano come A-J è enorme.

Questa mancanza di conoscenza del vero valore delle mani in determinati momenti, può essere la causa principale del fallimento nel finale di un torneo.

STRATEGIA IN HEADS-UP — Ora puntiamo l’ obiettivo sul testa a testa conclusivo. Ancora più importante delle mani stesse, è la psicologia dell’ avversario che affrontiamo. Se non abbiamo informazioni, bisogna fare pretattica: attendista, difensiva, “intrappolatrice”, aggressiva, maniacale. Qualsiasi sia il nostro piano di gioco, cambiare marcia e stile è la chiave più importante per il successo. Se passiamo da stretti a maniacali (cioè rilanciando tantissime mani), come può l’avversario intuire se abbiamo cambiato atteggiamento o se davvero vediamo carte bellissime? Il valore delle carte ha comunque sempre il suo peso e va relazionato soprattutto al nostro stack rispetto ai bui. Mani belle e importanti per chiudere presto una partita, come 5-6 o 7-8 dello stesso seme, quando abbiamo chip per 100 bui, perdono di valore se la partita dura da tanto e stiamo giochiamo bui alti. A-x (carta qualsiasi) è importante, ma in heads up è essenziale giocare qualsiasi combinazione con entrambe le carte superiori all’ 8.

CAMBIARE MARCIA — Nell’uno contro uno la posizione non è così importante. Il primo a parlare può mettere pressione puntando, il secondo può avere il vantaggio di vedere la mossa dell’ avversario. Certo che quando si entra in un colpo il rilancio è quasi obbligato. E se si fa 3 volte il buio o più a tavolo pieno, in due meglio rilanciare per 2,5. Il mio consiglio è di non variare mai tattica di gioco, se sta riuscendo. Facciamolo solo se il rivale sembra avere la meglio. Il concetto di cambiare marcia è importantissimo. Se abbiamo davanti un rilanciatore folle, chiudiamoci e prima o poi lo intrappoleremo. Al contrario se folda troppo, meglio giocare piccoli piatti e pian piano, senza rischi, vinceremo l’ heads up.

ALL-IN — Arriva anche un momento della sfida dove c’ è solo una tattica possibile: l’ all in. Si può usare in diversi momenti, ma in linea di massima rilanciate sempre all in se davanti a voi avete chip per solo 10 grandi bui. Chiamare e basta significa lasciare il 20% del vostro possibile guadagno nel piatto e in più date la possibilità all’ avversario di fare lui la mossa dell’ all in e mettervi in difficoltà (a meno che lo vogliate intrappolare). Nel caso inverso, dove è il duellante a decidere di chiamare, decidete voi se guardare il flop (si può). Ma, sempre valutando chi avete davanti, è meglio essere aggressivi. Così non vi pentirete di chance mancate al flop.

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