Srive Bill Edler: Quando i principianti descrivono una mano cominciano di solito a parlare delle carte che hanno per poi parlare delle puntate. Un esperto, tuttavia, non discuterebbe mai delle dinamiche di una mano senza prima parlare della posizione. Questo perché in giochi come Hold’Em e Omaha la posizione è importante almeno quanto le carte che hai in mano. Ecco l’argomento di oggi. Primo, parleremo della posizione e della sua forza: posizione iniziale, centrale e finale. Secondo, la posizione di gioco al pre-flop.
Parleremo dei range delle mani, di come variano da posizione iniziale a posizione finale. Terzo, la posizione di gioco al post-flop. Discuteremo dei concetti di controllo del piatto e bluff.
Prima di passare al discorso sull’importanza della posizione, vediamone la definizione. La posizione si riferisce al posto in cui si gioca la mano rispetto agli avversari. Ci sono posizioni iniziali, centrali e finali. Come vedete, in una partita a No-Limit Hold’Em con nove giocatori, abbiamo ‘Mike’ e ‘Henry’ sui blind, poi ‘Carl’, ‘Pete’ e ‘Nate’ in quelle considerate le posizioni iniziali.
Dopo di loro giocano in posizione centrale ‘Tony’ e ‘John’. Quindi in posizione finale dopo di loro: ‘David’ e ‘Frank’, rispettivamente il cut-off e il bottone.
Una nota importante sulla posizione: in quella finale giocate dopo la maggior parte degli altri; in quella iniziale sei costretto a giocare prima. Parleremo dei motivi per cui conviene giocare più mani in posizione finale che non in posizione iniziale.
Eccone uno: farete più soldi giocando in posizione finale che non in quella iniziale. E non perché vi diano carte migliori in posizione finale: le carte sono casuali… e la mano vincente, o almeno quella teoricamente tale, viene servita a ogni giocatore la stessa percentuale di volte.
Tuttavia, stiamo giocando a poker, non al videopoker, quindi le cose importanti sono la redditività e le puntate. E dato che in una mano bisogna dover decidere quanto puntare, o se foldare, ci sono tre motivi per cui la posizione finale è più conveniente.
1. In posizione iniziale a volte si è costretti a foldare mani vincenti che non foldereste in posizione finale.
2. In posizione finale farete più soldi (a lungo andare) con una mano vincente piuttosto che con la stessa giocata in posizione iniziale.
3. Quando avete una mano scarsa, perderete notevolmente di meno in posizione finale che non in posizione iniziale.
Il motivo principale per cui la posizione finale è più vantaggiosa, è che avete maggiori informazioni rispetto a quando siete in posizione iniziale ed è la cosa più preziosa per un bravo giocatore di poker. In questo esempi, ‘John’ ha in mano J-J, una bella mano, e fa un rilancio standard di quattro big blind…uno fa call. E’ un normale flop, con una overcard, e ‘John’ fa una continuation bet standard: circa i 2/3 del piatto. Frank’ decide di fare call. Al turn esce una carta ininfluente, e ora ‘John’ ha molti dubbi. Non sa la sua mano possa bastare e gioca con prudenza, come farebbero in molti, e fa check.
Spera che ‘Frank’ faccia check dopo di lui con una mano più debole, ma ‘Frank’ punta. Ora vedete la difficoltà di ‘John’, nel trovarsi fuori posizione. Alla fine potrebbe fare call con una mano più debole qui e al river; e perdere ancora di più. Oppure potrebbe fare fold contro uno in bluff, o in semi-bluff , o che sta puntando con una mano più debole, oppure potrebbe vincere il piatto facendo call qui, se al river fanno check-check. Però notate come ‘John’ vincerebbe meno che se fosse stato in posizione.
Tutti i pro capiscono l’importanza della posizione quando prendono le loro decisioni. Se mi danno A-Q under the gun a un tavolo full ring, di solito folderei. Qualcuno potrebbe pensare che sono pazzo. A-Q? Ma ci sono molte probabilità che sia la mano migliore in giro! Come puoi scartarla? Risposta: giocando per primo, so che anche se dovessi vincere non ci farei tanti soldi.
Tuttavia, se dovessi perdere, a causa della mia posizione svantaggiosa, potrei perdere una grossa somma. Se qualcuno ha A-K o K-K, A-A o Q-Q… ci sono buone probabilità che la mia risulti la seconda mano migliore, dato che non so le carte degli altri.
Non ho informazioni: sono il primo a parlare. Quindi non ho informazioni su altre potenziali buone mani in giro, e se dovessi avere la migliore, probabilmente non vincerei molti soldi. Se la mia mano è la seconda migliore, potrei perdere parecchio. La foldo contento.
Ci sono situazioni migliori a poker. Le situazioni migliori sono in posizione finale. Al contrario della posizione iniziale, in quella finale conviene giocare quante più mani possibile. Perché giocare per ultimi è sempre più proficuo ogni volta che c’è da puntare.
Quando sono sul bottone e tutti foldano, a volte rilancio con qualsiasi combinazione. Controllo le mie carte per essere sicuro che almeno una non sia da buttare. Finché ho due carte posso rilanciare. Conviene farlo. So che già 5 o 6 persone prima di me hanno fatto foldato. Ora non mi resta che strappare il piatto agli altri due.
Posso riuscirci se rilancio al pre-flop e loro foldano… o, se fanno call, portarli spalle al muro dopo il flop, cosa che posso ottenere in due modi: Con la mano migliore, oppure puntando per farli foldare. E giocando per ultimo ci sono buone possibilità che riesca a fare la seconda. Sono così convinto dell’importanza della posizione, che arrivo a giocare meno del 10% delle mani under the gun (scartando A-Q per esempio) mentre potrei giocare oltre il 50% delle mani sul bottone, anche carte tipo J-8.
Qualcuno ha cercato di quantificare le posizioni in cui le mani saranno più o meno proficue a lungo termine. Andy Bloch, per esempio, dice che l’11% delle mani giocate under the gun possono essere proficue (in partite a No Limit Hold’em senza ante). Invece, in posizione finale, dice che il 45% delle mani possono risultare proficue in un gioco simile. Vi consiglio caldamente di dare uno sguardo al grafico di Andy sulle mani iniziali, disponibile alla Full Tilt Poker Academy.
Passiamo a un esempio che mostra l’importanza della posizione dopo il flop. Ecco un eccellente esempio di quanto sia cruciale la posizione a No Limit Hold’Em. E’ un episodio di Poker After Dark con due dei più grandi giocatori al mondo nel piatto: David Benyamine e Daniel Negreanu. I bui sono 100/200. David ha 8-8 e fa un raise under the gun +1 (ovvero secondo a parlare) di 700. Tre volte e mezzo il big blind. Ora tocca a Negreanu, che guarda giù e trova A-2 di fiori. Una mano marginale, ma fa call perché è sul bottone, dunque giocherà in posizione. E questo per lui è un vantaggio, come abbiamo detto. Sono gli unici due ad andare al flop. Il flop è Q high, e ora vedrete David fare una continuation bet. Questa puntata standard non rivela la forza della sua mano. Potrebbe fare lo stesso con A-A, tris di Q, o niente del tutto. Daniel lo sa e fa call, non perché ritenga forte la sua coppia di 2, ma perché lo è la sua posizione. Crede di poter rubare il piatto in seguito, se David dovesse tentennare. Con un J al turn, David di fatto tentenna: ora ci sono tre overcard sui suoi 8-8. Daniel decide di fare check, capendo che riuscirà a vincere se David farà di nuovo check al river. David in effetti fa check, e Daniel punta solo 1.000 in un piatto da 3.700.David fa fold, considerando la possibilità di essere dietro. E Daniel incassa il piatto: non perché avesse la mano migliore, ma perché era in posizione.
Un altro importante vantaggio nell’essere in posizione, è che vi dà l’abilità di controllare l’entità del piatto. Stiamo per osservare un giocatore che lo fa, e ne approfitta per tenere il piatto piccolo, visto che non ha una buona mano.
I bravi giocatori di poker preferiscono giocare grandi piatti con mani forti, e piatti piccoli con mani più deboli. Ecco un’altra mano di Poker After Dark che vi mostra come sfruttare la posizione per controllare l’entità del piatto, da una posizione comoda, ed è quello che vi conviene fare, a meno che non abbiate una monster.
A No Limit Hold’Em, una coppia, anche con un buon kicker, non è mai una monster. Almeno finché avete uno stack non troppo ridotto. In questa situazione Phil Gordon fa un normale rilancio di 600, ovvero tre big blind, con bui 100/200. Chad Brown fa un call diciamo loose dallo small blind, con 4-7 dello stesso seme. Perciò dopo che Ali Nejad fa fold, il piatto al flop sarà 1.400. Abbiamo quel che si chiama “action flop”. Phil floppa top pair con top kicker, e Chris ha un progetto di scala bilaterale. Chad fa check, e con un board colmo di progetti possibili, Phil fa una ragionevole continuation bet quasi dell’intero piatto: 1.300 su 1.400. Chad ha un progetto di scala bilaterale, un po’ vulnerabile dato che sul board ci sono due cuori. Ma probabilmente è un call standard. E’ difficile che faccia un raise in semi-bluff. Potrebbe trovarsi contro una buona mano, perciò forse non gli resta che fare call e sperare nel miracolo: 8 o 3 al turn. Infatti è quello che accade, e Chad fa check, sperando che Phil punti dopo di lui. Spera di fare un grosso check-raise, ma Phil è troppo sveglio e fa check dopo di lui. Phil probabilmente pensa (a torto) che la sua coppia sia buona, ma fa check per tenere sotto controllo l’entità del piatto, ottima mossa se non hai una mano molto forte.
Fonte: Full Tilt Poker